Luigi Boscolo

Terminati gli studi in medicina presso l’Ateneo Patavino si specializza in Pediatria.

Nel 1960 si trasferisce negli USA e per un anno lavora al King’s County Hospital di New York.

Dal 1961 al 1967 si specializza in psichiatria al Metropolitan Hospital di Manhattan e, simultaneamente, in psicanalisi al New York Medical College con i professori Silvano Arieti e Nathan Ackerman, suo insegnante di terapia familiare.

Nel 1967 ritorna a Milano e apre uno studio clinico. Al contempo collabora con le professoresse Mara Selvini Palazzoli e Giuliana Prata, introducendo la terapia familiare secondo il modello psicoanalitico. Nel 1971 li raggiunge Gianfranco Cecchin.

A fronte dei limiti percepiti di tale prospettiva, la nuova equipe adotta un altro modello di terapia familiare breve ispirato al modello di Terapia Strategica di Palo Alto. Le modalità di lavoro e i risultati sono descritti nel libro “Paradosso e Controparadosso”.

Nasce l’insoddisfazione rispetto al modello strategico e, dopo il periodo con Selvini e Prata, Boscolo e Cecchin animano la svolta della terapia sistemica: il “Milan Approach©” che negli anni Ottanta esercita una grande influenza sulle pratiche cliniche in tutto il mondo. Con Boscolo e Cecchin il “Milan Approach©” apre un dialogo fecondo con l’epistemologia costruttivista la cui evoluzione modifica profondamente il modo in cui i terapeuti pensano al loro lavoro.

Il superamento della prospettiva strategica porta Boscolo a seguire le idee e le esperienze di Gregory Bateson, che per lui diventa la scoperta che che più ha cambiato la terapia di quegli anni; almeno quanto Freud l’aveva cambiata all’inizio dello scorso secolo. Il testo più significativo di questo periodo è senza dubbio “Milan Systemic Family Therapy” oggi curato in lingua italiana da Paolo Bertrando col titolo “Clinica Sistemica”: una lunga intervista a Boscolo e a Cecchin da parte di Lynn Hoffman e Peggy Penn che avevano adottato il “Milan Approach©” all’Ackerman Institute di New York.

Nel 1980, Boscolo e Cecchin fondano il Centro Milanese di Terapia della Famiglia. Il centro, oltre all’attività clinica e di ricerca, comincia a svolgere un’intensa attività formativa rivolta specialmente agli operatori dei servizi sanitari e sociali pubblici. In seguito l’attività formativa si estende dall’Europa, alle Americhe, all’Australia. Viene anche condotto un corso estivo di formazione annuale in inglese. Boscolo in tutti questi anni svolge attività di didatta e supervisore non solo al Centro, ma anche altrove. E’ socio fondatore della SIPPR (Società Italiana Psicologia e Psicoterapia Relazionale) e della SIRTS (Società italiana Ricerca e Terapia Sistemica), membro dell’AFTA (American Family Therapy Association), della AAMFT (American Association for Marriage and Family Therapy) e dell’EFTA (European Family Therapy Association). Boscolo ha anche tenuto diversi seminari e consulenze all’estero.

Muore il 12 gennaio 2015, dopo una lunga malattia, nel suo ottantaduesimo anno di età.

Luigi Boscolo - Milan Approach
Come terapeuta, tengo sotto controllo la mia ideologia per favorire lo sviluppo di quella del cliente.

Come terapeuta, tengo sotto controllo la mia ideologia per favorire lo sviluppo di quella del cliente.

Pubblicazioni

  • Palazzoli, M.S., Boscolo, L., Cecchin, G.F., and Prata, G. (1975), “Paradosso e Controparadosso: Un nuovo modello nella terapia della famiglia a transazione schizofrenica.”, Feltrinelli, Milano. Ristampato nel 2003 da Raffaello Cortina Editore con nuova prefazione di Pietro Barbetta.
  • Boscolo, L., Cecchin G.F., Hoffmann, L., Papp, P.(1987), “Milan Systemic Family Therapy” – Basic Books, New-York.
    Trad. it (2004), Clinica Sistemica, a cura di Bertrando, P., Torino, Bollati Boringhieri 2004.
  • Boscolo, L., Bertrando, P., “I Tempi del Tempo. Una Nuova prospettiva per la Consulenza e la Terapia Sistemica”, Bollati Boringhieri – Torino, 1993.
  • Boscolo, L., Bertrando, P. “Terapia Sistemica Individuale” Cortina – Milano 1995.

Storia del Milan Approach

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Una conversazione sul tempo

Care colleghe e cari colleghi, care studentesse e cari studenti,

siamo spiacenti di non poter riprendere la formazione in ottemperanza a quanto disposto dalle ordinanze e nell'intento di limitare il diffondersi del coronavirus.

Il Direttore del CMTF

Prof. Pietro Barbetta