Gianfranco Cecchin
Psichiatra, psicoterapeuta, co-fondatore del Milan Approach©
Gianfranco Cecchin (1932–2004) è stato uno psichiatra e psicoterapeuta italiano, tra i fondatori — insieme a Mara Selvini Palazzoli, Luigi Boscolo e Giuliana Prata — del movimento di terapia familiare sistemica conosciuto in tutto il mondo come Milan Approach©.
Dopo la laurea in Medicina all’Università di Padova, si specializza in Psichiatria negli Stati Uniti, presso il Grasslands Hospital di Westchester County e, successivamente, al Hillside Medical Center di Long Island. In America approfondisce la psichiatria infantile e lavora come psichiatra al High Point Hospital di Port Chester (NY).
Le origini della terapia sistemica a Milano
Rientrato in Italia alla fine degli anni Sessanta, Cecchin apre il suo studio privato e si unisce al gruppo di Mara Selvini Palazzoli e Luigi Boscolo, contribuendo alla nascita del primo modello italiano di terapia familiare breve.
Dalle riflessioni condivise in quegli anni nasce il celebre Paradosso e Controparadosso (1975), testo fondativo della terapia sistemica italiana.
Nei primi anni Ottanta, insieme a Boscolo, Cecchin elabora una nuova prospettiva clinica che si allontana dal modello strategico di Palo Alto e si ispira al pensiero di Gregory Bateson: nasce così il Milan Approach©, fondato sull’idea che il terapeuta sia parte del sistema osservato e che il cambiamento emerga dal dialogo, non dalla prescrizione.
Curiosità e irriverenza
Nel corso della sua ricerca, Cecchin porta al centro della pratica terapeutica due idee fondamentali: la curiosità e l’irriverenza.
La curiosità sostituisce il concetto di “neutralità” e diventa l’atteggiamento etico del terapeuta che si apre alle narrazioni dell’altro senza aderire a un’unica verità.
L’irriverenza, invece, è la capacità di mettere in discussione i propri pregiudizi, di non identificarsi mai del tutto con un modello, nemmeno con quello sistemico.
Come scriverà nei suoi ultimi anni, si tratta di un’“irriverenza irriverente verso la propria irriverenza”.
A partire dagli anni Novanta, Cecchin si avvicina al decostruzionismo di Derrida e al pensiero postmoderno di Lyotard, continuando a dialogare con la cibernetica di secondo ordine di Heinz von Foerster. I suoi ultimi lavori celebrano l’elogio dell’imperfezione, la fallibilità e la leggerezza come forme di responsabilità terapeutica.
Il Centro Milanese di Terapia della Famiglia
Nel 1980, insieme a Luigi Boscolo, Cecchin fonda il Centro Milanese di Terapia della Famiglia (CMTF), dove unisce la pratica clinica alla formazione dei terapeuti.
Le sue idee influenzano generazioni di professionisti e scuole in tutto il mondo, diffondendo un modo di fare terapia fondato sul dialogo, sull’ironia e sulla libertà di pensiero.
Gianfranco Cecchin muore il 2 febbraio 2004 in un incidente automobilistico, lasciando un’eredità culturale e umana che continua a orientare la clinica e la formazione sistemica contemporanea.
Pubblicazioni principali
- Boscolo, L., Cecchin, G.F., Hoffmann, L., Penn, P. (1987). Milan Systemic Family Therapy. Conversations in Theory and Practice. Basic Books, New York. Trad. it. Clinica Sistemica, Bollati Boringhieri, 2004.
- Boscolo, L., Cecchin, G.F. (1988). Il problema della diagnosi dal punto di vista sistemico. Psicobiettivo, 3/1988.
- Cecchin, G.F., Lane, G., Ray, W.A. (1992). The Cybernetics of Prejudices in the Practice of Psychotherapy. Karnac Books, London.
- Cecchin, G.F., Lane, G., Ray, W.A. (1992). Irreverence. A Strategy for Therapist’s Survival. Karnac Books, London. Trad. it. Irriverenza. Una strategia di sopravvivenza per i terapeuti, Franco Angeli, Milano.
- Cecchin, G.F., Lane, G., Ray, W.A. (1997). Verità e pregiudizi. Un approccio sistemico alla psicoterapia. Raffaello Cortina, Milano.
- Cecchin, G.F., Apolloni, T. (2003). Idee perfette. Hybris delle prigioni della mente. Franco Angeli, Milano.
- Cecchin, G.F., Barbetta, P., Toffanetti, D. (2005). Who was von Foerster, anyway? Kybernetes: The International Journal of Systems & Cybernetics, 34(3/4): 330–342.