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	<title>Gariwo &#8211; CMTF</title>
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	<description>Milan Approach ©</description>
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		<title>Il fascino del bene e la banalità del male di Pietro Barbetta</title>
		<link>https://www.cmtf.it/il-fascino-del-bene-e-la-banalita-del-male-di-pietro-barbetta/</link>
				<pubDate>Mon, 04 Feb 2019 07:29:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ghislandi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti e Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[Ordine degli Psicologi della Lombardia]]></category>
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		<category><![CDATA[Riccardo Bettiga]]></category>

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								<content:encoded><![CDATA[<p>Tra pochi giorni &#8211; <a href="https://www.cmtf.it/12-febbraio-2019-il-fascino-del-bene/">il 12 febbraio prossimo, alle ore 21, alla Casa della Psicologia</a> &#8211; si inaugura in via ufficiale la collaborazione e l’incontro tra <strong>Gariwo-La Foresta dei Giusti</strong> e l’<strong>Ordine degli Psicologi della Lombardia</strong>. È un incontro preparato da contatti che proseguono da mesi. Tutto è cominciato davanti a un tavolo da pranzo a Roma, nell’intervallo di un importante convegno internazionale, organizzato da David Meghnagi, Marcelo Pakman e me al Museo della Shoah della capitale.</p>
Il fascino dell’arte: etica come estetica
<p>Il tema era l’<strong>Arte e la Shoah</strong>; il dibattito consisteva nel raccogliere idee e pratiche artistiche in vista della futura scomparsa dei testimoni oculari. L’arte fornisce un contributo alla memoria e, in particolare, alla memoria della Shoah; è un sistema in cui etica ed estetica diventano inscindibili. L’arte &#8211; come sostengono il filosofo Gilles Deleuze e lo psicoanalista Felix Guattari in Che cos’è la filosofia? &#8211; produce precetti e affetti che affezionano il mondo in maniera stabile, permanente, per così dire, eterna, come la scrittura di Primo Levi, che, come sostiene Marco Belpoliti, sembra incisa su una lapide. <strong>L’arte lascia un segno permanente</strong>. Lo sosteneva anche James Joyce in Dedalus. Possiede stabilità, non crea bisogni passeggeri, non è cinetica, crea claritas, un modo diverso di guardare al mondo, alimenta il nostro immaginario e le nostre rêverie, fa emergere la realtà ben più della cronaca. La cronaca “maggiore” tende a nascondere la realtà sotto un manto ideologico di “fatti”. Tutte le cronache di guerra del mondo non valgono nulla di fronte a Guernica, ma bisogna guardarlo a fondo, nel minuti particolari della composizione, <strong>per capire e provare tutto il dolore morale della guerra</strong>.</p>
Cronache minori
<p>Ebbene, per tornare alla “cronaca minore” dell’incontro, durante l’intervallo di quel convegno, <strong>Gabriele Nissim</strong>, a cui sono amico da quarant’anni, mi illustrava l’esperienza di Gariwo nelle scuole. Gli chiesi se Gariwo fosse interessata anche a iniziative con gli psicologi. Fu in quel momento che iniziammo a pensare di coinvolgere il mondo dei miei colleghi, professionisti della salute mentale, ma sempre legati alla questione sociale.</p>
<p>Giorni dopo incontrai, durante un’iniziativa dell’Ordine degli Psicologi a Milano, il Presidente <strong>Riccardo Bettiga</strong> e non esitai a parlargli di questo sogno, ancora abbastanza confuso. La domanda era: in che modo coinvolgere gli psicologi in un lavoro con Gariwo? Si trattava di capire bene cos’è Gariwo. Emerse che Gariwo è la foresta dei Giusti, che prende ispirazione dal Giardino dei Giusti di Gerusalemme. Oltre a Nissim, l’altro leader di Gariwo è Piero Kuciukian, che rappresenta la memoria della prima grande strage moderna contro l’umanità, quella da parte del Governo Turco contro gli Armeni intorno al 1915-16. La Foresta dei Giusti dedica un albero a chiunque abbia salvato vite umane in circostanze di stragi, massacri, persecuzioni. Benché la Shoah rimanga il paradigma di ogni altro crimine contro l’umanità precedente e successivo, purtroppo crimini e genocidi si ripetono ogni giorno sotto i nostri occhi.</p>
<p>Da tempo l’Ordine degli psicologi della Lombardia aveva organizzato un gruppo di lavoro intorno ai diritti umani, coordinato da <strong>Gabriella Scaduto</strong>, una collega con una lunga esperienza di lavoro psicologico sul campo in America Latina, dove spesso anch’io ho lavorato. In America Latina, il lavoro psicologico affronta casi e situazioni di trauma, circostanze di povertà, devastazione sociale e culturale: dai continui colpi di scena dittatoriali, alla condizione dei bambini di strada, le favelas, la criminalità diffusa, la corruzione, la particolare condizione di oppressione delle donne.</p>
<p>Insomma: Gabriella Scaduto, Riccardo Bettiga, Gabriele Nissim, Anna Maria Samuelli, Martina Landi, Ulianova Radice, recentemente scomparsa, e il sottoscritto abbiamo iniziato ad avviare una serie di consultazioni che ci hanno condotto a ragionare sul tema del <strong>ruolo della psicologia riguardo ai Giusti</strong>.</p>
Chi sono i Giusti?
<p>Nei suoi libri e riflessioni Nissim chiarisce che il Giusto non è un Eroe, che di eroi ne abbiamo già avuti abbastanza. Gli eroi sono disposti a morire per una causa trascendente: un’ideologia, una religione, un credo, magari anche una truffa alla quale abboccano (il razzismo, la dialettica, il populismo, la dittatura del proletariato, ecc.). Al contrario, il Giusto è una persona come tante altre, magari anche peggio, vive la sua vita quotidiana, piena di gioie e dolori, vizi e dipendenze, magari condivide una delle ideologie menzionate sopra, o appartiene a un gruppo diverso da quello perseguitato, insomma è salvo; ma quando vede un vagone carico di persone da deportare, una nave piena di povera gente che non può attraccare, anziché girare la testa dall’altra parte, <strong>si mette di mezzo e prova a fare qualcosa, rischia del suo</strong>; in quel minuto particolare si accorge perché vale la pena di vivere la vita, si accorge che non è il caso di fare il cadavere anzitempo, prima di morire: “agere aude!”.</p>
<p>Nissim fa riferimento ai Nistarim, i Nascosti. Secondo la tradizione ebraica ce ne sono 36 per ogni generazione. Nella Gematria, che fa parte del testo ebraico, la parola che li designa corrisponde al numero 36. Ma spesso i nascosti, i Giusti, non sanno neppure loro di essere nascosti, ci vuole qualcuno o qualcosa che lo riveli anche a loro: un evento che li affascini a diventare soggetti, a metterci del proprio.</p>
<p><em>Non è tutto questo affascinante? I due elementi di fascino</em></p>
<p>Di fronte all’ignoranza e alla stupidità del male, non è intrigante, curioso e affascinante scoprirsi a fare del bene anche se si sta dalla parte degli oppressori, come Schindler? O solo per l’attrazione sessuale che si prova per una persona che sta dall’altra parte della barricata, come Perlasca?</p>
<p>Il primo elemento di fascino per gli psicologi è quello di <strong>scoprire, promuovere, connotare positivamente i nascosti</strong>. Spesso i nascosti sono nascosti dai loro sintomi, le preoccupazioni, l’angoscia e la paura, come molti europei che soffrono di xenofobia, omofobia, ecc.; oppure dalle privazioni, l’incarcerazione, la tortura, come i giovani asiatici e africani che approdano in Libia. Tutti sanno che la Libia è oggi l’emergenza umanitaria europea per antonomasia, come lo erano durante l’ultima guerra mondiale, i campi tedeschi: ognuno lo sapeva, ciascuno faceva finta di nulla.
<strong>Si tratta di trasformare i sintomi in risorse</strong>. I sintomi sono come le becchettate degli uccellini ai vetri di casa, diceva Guattari, segnalano che hanno freddo, fame; saperli trattare con tenerezza è la nostra arte.</p>
<p>Il secondo elemento affascinante del bene è che “<strong>il bene si fa nei minuti particolari</strong>”, come sosteneva spesso William Blake e &#8211; sulla scorta di Blake &#8211; Gregory Bateson.
Dove sono, quando avvengono, i “minuti particolari”? Nella nostra professione, chiunque chieda aiuto &#8211; indipendentemente dal fatto che abbia seguito un’ideologia radicale, una religione fondamentalista, o qualche altro trucco di quelli menzionati sopra – va aiutato con tutta l’attenzione e tutta la tenerezza possibile. Che sia una persona oppressa, che sia una persona che ha oppresso, ma che si è realmente dispiaciuta e pentita, va aiutata. Io penso che, questo salto iperbolico, che ci richiedeva il filosofo Jacques Derrida negli ultimi suoi scritti &#8211; “perdonare l’imperdonabile, prescrivere l’imprescrittibile” – <strong>è ciò che dobbiamo imparare a fare bene, in modo “giusto” nel nostro lavoro</strong>.</p>
<p>Ci sono eccezioni? Sì, sul piano giuridico, sul piano morale, certo; ma non nei minuti particolari dell’incontro di una/o psicologa/o, una/o medico, una/un infermiera/e, una/un assistente sociale con l’altro. Chi lavora in questo ambito sa, intuisce, questi minuti particolari. Si tratta solo di imparare a gestirli, e qui subentrano i metodi e le tecniche da studiare, gli approcci da seguire per rendere queste intuizioni fruttuose, realmente operative, efficaci; ma chi non sente il fascino dei minuti particolari si può dare alla politica, intesa come la si intende oggi, e continuare a ripetere “la banalità del male”. Per questo, come vediamo, non è necessario neppure uno straccio di laurea; basta gridare più forte degli altri.</p>
<p><em>Analisi di Pietro Barbetta, direttore del Centro Milanese di Terapia della Famiglia</em></p>
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		<title>[12 febbraio 2019] Il fascino del bene</title>
		<link>https://www.cmtf.it/12-febbraio-2019-il-fascino-del-bene/</link>
				<pubDate>Tue, 12 Feb 2019 07:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[ghislandi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News - IT - Archivio]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Nissim]]></category>
		<category><![CDATA[Gariwo]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Landi]]></category>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Come i Giusti salvaguardano i diritti umani calpestati</p>
<p><strong>Quando</strong>: 12 febbraio 2019 alle ore 21:00
<strong>Dove</strong>: Casa della psicologia &#8211; Piazza Castello, 2 &#8211; Milano
<strong>Iscrizioni e informazioni</strong>: 02-36768561 &#8211; <a href="http://www.opl.it">www.opl.it</a> &#8211; <a href="http://www.casadellapsicologia.it">www.casadellapsicologia.it</a></p>
<p>Abbiamo bisogno di Giusti. Il Giusto non ha caratteristiche speciali prima di esercitare il suo gesto, è questo che ci sorprende e ci affascina.Tutto ciò avviene fuori e al di là di ogni ideologia politica e sociale.</p>
<p>Può la/o psicologa/o essere una/o Giusta/o?</p>
<p>La psicologia è un sapere che opera nei minuti particolari per eccellenza, aiuta una famiglia che ha perso la casa per un terremoto, cura un manager che si vuole suicidare perché la sua azienda è andata in rovina, cura un operaio depresso perché ha perso il lavoro e non sa come tirare avanti, aiuta un giocatore d’azzardo a smettere di giocare e guardare la sua famiglia con nuove speranze. La psicologia è una professione che aiuta a riprendere speranza nel futuro.</p>
<p>Interloquire con <a href="https://it.gariwo.net/">GARIWO</a> Gardens of the Righteous Worldwide, con un progetto culturale nato dalla memoria della Shoah, il più radicale tra i progetti di crudeltà istituzionale, vera e propria industria della “soluzione finale”, significa innalzare la riflessione sui contributi della professione psicologica ai più alti paradigma di insegnamento civile, culturale e storico-sociale.</p>
Relatori

<strong>Gabriele Nissim</strong>, Presidente Gariwo
<strong>Anna Maria Samuelli</strong>, Commissione didattica Gariwo
<strong>Martina Landi</strong>, Redazione Gariwo
<strong>Pietro Barbetta</strong>, Direttore CMTF

<p>Introduce <strong>Riccardo Bettiga</strong>, Presidente OPL
Modera<strong> Gabriella Scadut</strong>o, Referente OPL per i Diritti Umani</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.cmtf.it/12-febbraio-2019-il-fascino-del-bene/">[12 febbraio 2019]&lt;/br&gt; Il fascino del bene</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.cmtf.it">CMTF</a>.</p>
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