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Struttura e contenuti del Corso quadriennale

CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IN PSICOTERAPIA
AD INDIRIZZO SISTEMICO RELAZIONALE
Riconosciuto dal MURST ai sensi e per i fini dell’art. 3 della legge 56/

Primo biennio

Obiettivi

La formazione teorico pratica nell’indirizzo clinico specifico dell’Istituto si prefigge, nel primo biennio di Corso, i seguenti obiettivi:

  • fornire la conoscenza di base dell’epistemologia e della teoria della complessità, della teoria dei sistemi viventi e della teoria sistemica della comunicazione umana;
  • introdurre gli allievi all’applicazione dell’approccio sistemico-relazionale, così come concepito da Gregory Bateson, nella lettura delle relazioni umane, della famiglia, del gruppo e del soggetto come sistema;
  • introdurre gli allievi alla comprensione dei quadri psicopatologici e dei fenomeni clinici in termini di ipotizzazione a partire dal contesto e dalla singolarità narrativa, fornire agli allievi una sensibilità specifica all’accolgienza e al dialogo con le persone in terapia, gestire pratiche anti-oppressive;
  • consentire l’apprendimento dei metodi di raccolta delle informazioni; della logica che guida la formulazione dell’ipotizzazione sistemica; delle tecniche per la conduzione del colloquio clinico e terapeutico.

Formazione Teorica

Durante il primo biennio, l’approfondimento delle teorie e della tecnica propri dell’indirizzo dell’Istituto affronterà i seguenti argomenti:

a) Epistemologia e teoria della complessità.

  • Inquadramento storico della teoria sistemica e sua evoluzione dalla prima alla seconda cibernetica.
  • Il significato della nozione di “sistema” secondo il Milan Approach.
  • Feed-back, feed-forward, circolarità versus causalità lineare.
  • La teoria dei tipi logici di Bertrand Russell nella interpretazione di Gregory Bateson.
  • Il concetto di “omeostasi”, di “matrice sociale”, di “finalità cosciente”, di “ecologia della mente”, secondo Bateson, il rapporto tra natura e cultura in ottica sistemico-relazionale, la morfogenesi e la teoria del cambiamento secondo Francisco Varela e Humberto Maturana.

b) Teoria della Comunicazione.

  • La Teoria della Comunicazione Umana, dalla pragmatica alla CMM.
  • Comunicazione del corpo, comunicazione non verbale, comunicazione verbale, forme e modi delle lingue e dei linguaggi.
  • I livelli della Comunicazione Umana: pattern culturale, copione di vita, relazione, episodio, atto linguistico, contenuto. Circuiti armonici e bizzarri.
  • La ridondanza come regola, il cambiamento come differenza, la teorie dell’osservatore di Heinz von Foerster.
  • Forza contestuale e forza implicativa nella comunicazione umana.
  • Le relazioni simmetriche e le relazioni complementari come tipiche relazioni dominanti nella cultura occidentale, il plateau continuo d’intensità, come forma di relazione tipica delle culture orientali, le considerazioni di Bateson.

c) Sistemi comunicativi umani e loro proprietà.

  • Cos’è una relazione: il senso di cominciare l’osservazione a partire dalla relazione: von Foerster e Bateson.
  • Gli elementi costitutivamente fuorvianti in ogni relazione conversazionale.
  • La contraddizione, il paradosso e il doppio vincolo, tre passaggi verso un’ecologia della mente.
  • Il Contesto come circostanza, come situazione, come testo virtuale, come cornice.

d) La famiglia come sistema.

  • Dalla psicoanalisi alla sistemica, come nasce la Scuola di Milano, dalla diade alla triade
  • Teorie strutturali della famiglia: confini generazionali, alleanze, coalizioni.
  • Terapie esistenziali di Whitaker
  • Teorie strategiche: da Haley ai Giochi psicotici
  • Terapie narrative: la scoperta di Foucault in Terapia Familiare, Michel White e David Epston
  • Terapie conversazionali e dialogiche di Goolishian
  • Il genere e la psicoterapia, differenze identità
  • Migrazioni e terapie culturali, culture, territori, deterritorializzaioni.
  • La lettura sistemica della psicopatologia: la teoria del Doppio Legame: prima versione, la schizofrenia, seconda versione: la creazione.
  • Creatura e pleroma, mappa e territorio
  • I differenti quadri psicopatologici e la loro lettura in termini sistemici e contestuali.

e) Teoria della tecnica.

  • Che significa ipotizzazione sistemica, differenza tra ipotesi e ipotizzazione, tra strategia e strategising.
  • Le domande circolari e il loro uso nella formulazione dell’ipotesi.
  • Le domande riflessive come strumento per il cambiamento
  • Come va intesa la neutralità nella conduzione della seduta.
  • Il senso della curiosità terapeutica, la lezione di Gianfranco Cecchin
  • Immedesimazione e risonanza in Mony Elkaim
  • L’importanza del tempo nel processo terapeutico, la lezione di Luigi Boscolo.

Formazione clinica

La formazione pratica al modello psicoterapeutico elaborato dall’Istituto prevede, nel primo biennio di Corso, le seguenti aree formative:

 a) Il setting terapeutico.

  • Analisi del bisogno, della domanda, della partecipazione alle sedute.
  • Analisi del contesto e delle caratteristiche dell’invio.
  • Strutturazione della team terapeutica: differenze nell’uso della registrazione della seduta e della possibilità dell’uso dello specchio.
  • Aspetti temporali del processo clinico.
  • Creazione della relazione terapeutica.

b) La conduzione della seduta

  • La scheda telefonica.
  • Il genogramma della famiglia, il genogramma culturale, l’intervista sistemica sulle forme dell’attaccamento affettivo.
  • Il processo di ipotizzazione sistemica e l’utilizzo delle domande circolari.
  • Gli aspetti non verbali della comunicazione qui e ora.
  • Indagine ed ipotizzazione relative alla ‘storia’ del sistema familiare.
  • L’ipotizzazione sulla relazione terapeutica e l’uso delle emozioni del terapeuta.
  • La conclusione della seduta: il reframing, la connotazione positiva, il doppio legame terapeutico, il senso delle prescrizioni e dei rituali terapeutici oggi.

 c) I servizi e le organizzazioni come sistemi.

  • L’analisi dei servizi, limiti e risosrse, il servizio come sistema aperto.
  • L’équipe di lavoro e la differenza come risorsa.
  • Il sovrasistema famiglia-servizi.
  • Dal contenuto al processo: l’integrazione sistemica degli interventi e le pratiche rizomatiche.
  • Peculiarità di specifici contesti e loro analisi sistemica.

Metodologia

La formazione teorico pratica nell’indirizzo specifico della Scuola si svolge all’interno di un piccolo gruppo condotto da un Didatta della Scuola assistito da un allievo-didatta in formazione.

Gli incontri prevedono una modalità di conduzione atta a stimolare negli allievi un apprendimento basato prevalentemente sull’esperienza e sul coinvolgimento personale.

L’allievo è costantemente invitato a una partecipazione attiva, che prevede i seguenti momenti:

  • discussione critica dei contenuti appresi nel corso delle lezioni teoriche previste dagli insegnamenti di Psicologia Generale, Psicologia dello Sviluppo, Psicopatologia e Diagnostica Clinica;
  • lettura e discussione del materiale bibliografico indicato dal docente;
  • osservazione e discussione guidata del materiale videoregistrato relativo a processi clinici condotti dai Direttori e dai Didatti della Scuola;
  • esercitazioni pratiche finalizzate a consentire un apprendimento diretto ed esperienziale del modello clinico proposto; tali esercitazioni verranno condotte con le tecniche della simulata e del role-playing. Le esercitazioni potranno essere videoregistrate per consentire una riflessione sulle difficoltà e le risorse dell’allievo;
  •  momenti di discussione di gruppo finalizzati alla riflessione critica ed alla elaborazione guidata delle differenti esperienze di tirocinio dei singoli allievi in formazione;
  • momenti di discussione, approfondimento e conduzione delle dinamiche del gruppo in formazione, condotti secondo tecniche specifiche quali: l’atomo familiare, la ‘scultura’ del gruppo, il genogramma, l’a narrazione onirica collettiva, il lavoro sul gesto terapeutico. 

Secondo biennio

 Obiettivi

 Nel secondo biennio di Corso la formazione teorico-pratica all’esercizio della psicoterapia secondo lo specifico modello dell’Istituto ha i seguenti obiettivi:

  • fornire una conoscenza dei più recenti sviluppi dell’epistemologia della complessità, delle teorie dell’osservatore, della teoria dei sistemi autopoietici, delle teorie costruttiviste e delle teorie antropo-sociali che orientano la clinica sistemica;
  • introdurre gli allievi all’applicazione dei principi teorici della cibernetica di secondo ordine, dell’osservatore e della complessità nella lettura e nella comprensione della relazione terapeutica e del processo terapeutico;
  • consentire l’apprendimento guidato, attraverso esperienze dirette e indirette, della pratica clinica con la famiglia, il gruppo, la coppia, l’individuo;
  • promuovere la formazione personale al conseguimento di pratiche della conduzione della relazione interpersonale che promuovano una relazione emotiva e affettiva verso le persone che frequentano la terapia, e più in generale nelle relazioni umane.

Formazione Teorica

 L’approfondimento degli aspetti teorici e di teoria della tecnica propri dell’indirizzo specifico dell’Istituto affronterà, nel secondo biennio, i seguenti argomenti:

a) Epistemologia della complessità e cibernetica di secondo ordine:

  • Aspetti storici ed evoluzione dell’epistemologia della complessità.
  • Epistemologia Genetica.
  • Radici storiche dell’approccio sistemico nelle pratica clinica (dalla psicoanalisi a Bateson, da Bateson al Milan Approach)
  • Il concetto di Sistema Osservatore (von Foerster).
  • Teoria dell’autopoiesi (Varela e Maturana).
  • Ricorsività e concetti di secondo ordine.

b) Teorie della funzione osservativa:

  • Il concetto di autoorganizzazione dei sistemi viventi.
  • Il costruttivismo radicale.
  • Il costruzionismo sociale.
  • Le nuove frontiere del Milan Approach

c) Aspetti linguistici della terapia:

  • Narratologia e terapia.
  • Lo stile nella comunicazione (Bateson).
  • Emozioni, sentimenti e affetti nella relazione
  • Estetica delle relazioni, estetica del cambiamento (Keeney).
  • Senso e significato nella relazione, il corpo come sistema relazionale
  • I sistemi umani come sistemi di significati.

d) Patologie dell’epistemologia:

  • Il rischio iatrogeno.
  • L’istituzione, la comunità, il contesto come elementi di benessere e come fonti di patologia
  • La famiglia come processo di costruzione di significati.
  • Il dominio della psicopatologia come opzione descrittiva.
  • La lettura della psicopatologia in termini costruttivisti.
  • Le matrici culturali della diagnosi

e) Teoria della tecnica:

  • La costruzione della relazione terapeutica.
  • Autoriflessività e attenzione alle premesse dell’osservatore.
  • Parole-chiave e aspetti semantici della relazione terapeutica.
  • La scelta del dominio di descrizione come opzione etica.

Formazione clinica

La formazione pratica nel modello psicoterapeutico elaborato dall’Istituto prevede, nel secondo biennio di Corso, le seguenti aree formative:

a) Formazione al lavoro in équipe tramite utilizzo dello specchio unidirezionale e il reflecting team:
l’allievo partecipa a processi terapeutici condotti dai docenti dell’Istituto, prendendo parte
attiva all’interno dell’équipe di supervisione del processo terapeutico.

b) Formazione personale alla conduzione del processo terapeutico:
l’allievo partecipa come terapeuta, da solo o in co-terapia, a uno o più processi terapeutici con la supervisione diretta dell’équipe guidata dal docente dell’Istituto.

c) Supervisione indiretta:
l’allievo viene invitato a presentare casi clinici conosciuti nel corso del tirocinio pratico,   oppure situazioni lavorative seguite all’interno della propria esperienza professionale, al fine di   una supervisione indiretta della conduzione del caso.

d) Formazione personale:
l’allievo viene invitato a presentare al gruppo in formazione la sua storia familiare, culturale, professionale e il contesto biografico attraverso l’uso di differenti prospettive del racconto (genogramma famigliare, culturale, professionale, modi di conduzione attoriale, psicodramma, racconti onirici, e altre tecniche condivise) affinché, nell gruppo, guidato dal docente, emergano narrazioni nuove relative alla scelta della professione di psicoterapeuta e alle personali potenzialità, risorse e difficoltà nella formazione alla psicoterapia e nella conduzione della relazione psicoterapeutica. Questo aspetto della formazione personale, coerentemente con i principi teorici dell’istituto, non viene considerato obbligatorio e costituisce comunque una libera scelta dell’allievo, così come la scelta (benché raccomandata) di una psicoterapia personale.

 Metodologia

 La formazione teorico pratica nell’indirizzo specifico della Scuola si svolge, anche nel secondo biennio, all’interno di un piccolo gruppo condotto da un docente dell’Istituto assistito da un allievo-didatta in formazione.

In merito alla teoria e alla teoria della clinica si prevede, come nel primo biennio:

  • discussione critica dei contenuti appresi nel corso delle lezioni teoriche previste dagli insegnamenti di Psicologia Generale, Psicologia dello Sviluppo, Psicopatologia e Diagnostica Clinica;
  • lettura e discussione del materiale bibliografico indicato dal docente;
  • osservazione e discussione guidata del materiale videoregistrato relativo a processi clinici condotti dai Direttori e dai docenti della Scuola;
  • momenti di discussione di gruppo finalizzati alla riflessione critica ed alla elaborazione guidata delle differenti esperienze di tirocinio dei singoli allievi in formazione.

Per la parte di formazione alla pratica clinica, la partecipazione attiva da parte dell’allievo sarà finalizzata all’affrontare le dimensioni personali implicate nella conduzione della relazione specificatamente terapeutica.

A questo fine essa prevederà:

  • a) esercitazioni pratiche finalizzate a consentire un apprendimento diretto ed esperienziale del modello clinico proposto. Tali esercitazioni verranno condotte con le tecniche della simulata o del role-playing, e verranno regolarmente videoregistrate per consentire una successiva osservazione ed elaborazione relativa alle risorse personali dell’allievo, alle sue specifiche difficoltà nella conduzione della relazione terapeutica, ai progressi compiuti in ordine a tali difficoltà.
  • momenti di discussione ed approfondimento delle dinamiche di gruppo, condotti secondo una lettura sistemica del definirsi delle relazioni in atto, ed eventualmente attraverso tecniche specifiche quali la ‘scultura’ del gruppo.
  • partecipazione attiva alla pratica clinica e conduzione di sedute psicoterapeutiche con la supervisione diretta del docente e dell’allievo didatta dell’Istituto.

Bibliografia essenziale

  • Il giornale scientifico del Centro Milanese di Terapia della Famiglia è Connessioni: sono disponibili numeri arretrati in cartaceo, la nuova serie di Connessioni si trova online

Teoria sistemica della complessità:

Primo biennio:

  • Bateson G., Verso un’ecologia della mente, Adelphi, Milano 1976.
  • Bateson G., Mente e Natura, Adelphi, Milano 1984.
  • Bateson G., Una sacra unità, Adelphi, Milano 1997.
  • Bocchi, G.L., Ceruti, M., a cura, La sfida della complessità, Bruno Mondadori, Milano, 2007.
  • Ceruti M., Il vincolo e la possibilità, Feltrinelli, Milano 1986.

Secondo biennio:

  • Bateson G. Questo è un gioco, Cortina, 1996
  • Bateson G. L’umorismo nella comunicazione umana, Milano, Cortina, 2006.
  • Bateson G., Bateson M.C., Dove gli angeli esitano, Adelphi, Milano 1989.
  • Foerster von, H. Sistemi che osservano, Roma, Astrolabio, 2000
  • Maturana, H., Varela, F. Autopoiesi e cognizione, Venezia, Marsilio, 1987.

 

Teoria atropo-sociali necessarie alla terapia sistemica:

Primo biennio:

  • Bateson, G. Naven, Torino, Einaudi, 1988
  • Bateson M., Mead M., Balinese Character, 1942, digitalizzato 2008.
  • Ruesch J., Bateson G. La matrice sociale della psichiatria, Il Mulino, Bologna, 1976
  • Bateson, G. Perceval. Un paziente narra la propria psicosi: 1830-1832, Bollati, Torino, 2005
  • Barbetta, P., Valtellina E., a cura di, Louis Wolfson. Cronache da un pianeta infernale, Roma,
  • Laing R., L’io diviso, Einaudi, Torino, 2010
  • Foucault, M. Malattia mentale e psicologia, Cortina, Milano, 1997.
  • Foot, J., La repubblica dei matti, Feltrinelli, Milano, 2015

Secondo biennio:

  • Foucault M., Storia della follia, Bur, Milano, 2012
  • Basaglia, F, Basaglia Ongaro, F. L’istituzione negata, Baldini e Castoldi, Milano, 2014
  • Deleuze, G., Guattari, Millepiani, Castelvecchi, Bologna 2003.
  • Butler, J. Corpi che contano, Feltrinelli, Milano, 1996.
  • Deverux, G. Saggi di Etnopsichiatria generale. Armando Editore, 2007.
  • Nathan, T., Stengers, I. Medici e stregoni, Bollati, 1996.

L’approccio terapeutico sistemico e la sua evoluzione:

Primo biennio:

  • Ackerman, N. Psicodinamica delle vita familiare, Bollati, Torino, 1999.
  • Selvini Palazzoli M., Boscolo L., Cecchin G., Prata G., Paradosso e controparadosso, Cortina, Milano, 2003.
  • Sluzki C., Ransom D., Il doppio legame, Astrolabio, Roma 1980.
  • Selvini Palazzoli M., L’anoressia nervosa. Dalla terapia individuale alla terapia familiare, Cortina, Milano 2004.
  • Boscolo L., Cecchin G., Hoffman L., Penn P., La clinica sistemica Bollati, Torino, 2004.
  • Boscolo L., Bertrando P., I tempi del tempo, Boringhieri, Torino 1993.
  • Cecchin G. Verità e pregiudizi, Cortina, 1997
  • Hoffman L., Principi di terapia della famiglia, Astrolabio, Roma 1984.
  • Watzlawick P. (a cura di), La realtà inventata, Feltrinelli, Milano 1988.
  • Gurman A., Kniskern D. (a cura di), Manuale di Terapia della Famiglia, Boringhieri, Torino 1995.
  • Malagoli Togliatti M., Telfener U. (a cura di), Dall’individuo al sistema. Manuale di psicopatologia     relazionale, Boringhieri, Torino 1991.
  • Barbetta P. Le radici culturali della diagnosi, Meltemi, Roma, 2003
  • Keeney B., L’estetica del cambiamento, Astrolabio, Roma 1985.
  • Telfener U. (a cura di), La terapia sistemica, Astrolabio, Roma 1986.
  • Telfener U., Casadio L., Sistemica, voci e percorsi nella complessità, Bollati, Torino, 2003
  • McNamee S., Gergen K. (a cura di), La terapia come costruzione sociale, Franco Angeli, Milano 1998.

Secondo biennio:

  • Boscolo L., Bertrando P., Terapia sistemica individuale, Cortina, 1996.
  • Cecchin G., Lane G., Ray W., Irriverenza, Franco Angeli, Milano 1993.
  • White M., La terapia come narrazione, Astrolabio, Roma 1992.
  • Barbetta P., Giuliani M., Casadio L. Margini. Tra sistemica e psicoanalisi, Nuova edizione Durango online, 2015.
  • Barbetta P.. Anoressia e isteria, una prospettiva clinico-culturale, Cortina, Milano, 2004
  • Gonzo M., Mosconi A., L’intervista nei servizi sociosanitari, Cortina, Milano, 2004.
  • Fruggeri L., Diverse normalità, Firenze, Carocci, 2005
  • Fruggeri L., Famiglie. Dinamiche interpersonali e processi psicosociali, NIS, Roma 1997.
  • Marzari M., La costruzione della differenza, Clueb, Bologna 1991.
  • Bianciardi, M., Telfener, U. Ammalarsi di psicoterapia. Il rischio iatrogeno nella cura, Angeli, Milano, 1998.
  • Bianciardi, M., Telfener, U. Ricorsività in psicoterapia, Bollati, Torino, 2014.
  • Bertrando, P. Il terapeuta e le emozioni, Cortina, Milano, 2014.
  • Barbetta, P. Follia e creazione, Mimesis, Milano, 2012.
  • Barbetta, P. La follia rivisitata, Mimesis, Milano, 2014.
  • Giuliani, M., Nascimbene F. La terapia come ipertesto, Antigone, Torino, 2009.
  • Rigliano, P., Ciliberto J., Ferrari, F. Curare i gay? Oltre la terapia riparativa dell’omosessualità, Cortina, Milano, 2010.
  • Clement U. Terapia sessuale sistemica, Cortina, Milano, 2010.
  • Yalom, I.D., Teoria e pratica delle terapia di gruppo, Bollati, Torino, 1997.
  • Giordano, C., Curino, M.G. Terapia sistemica di gruppo, Alpes, Roma, 2013.
  • Cazzaniga, E, Marchesi, G.M. Isole di differenza. Le dimensioni del lutto. AMA Lombardia, Milano, 2013.

Articoli

  • Boscolo L., Cecchin G., “Il problema della diagnosi dal punto di vista sistemico”, Psicobiettivo,  Vol. 8, 1988.
  • Cronen V., Johnson K., Lannamann J., “Paradossi, doppi legami, circuiti riflessivi”, Terapia      Familiare, n. 14, 1993.
  • Selvini Palazzoli M., Boscolo L., Cecchin G., Prata G., “La prima seduta di una terapia familiare sistemica”, Terapia Familiare, n. 2, 1977.
  • Selvini Palazzoli M., Boscolo L., Cecchin G., Prata G., “Una prescrizioine ritualizzata nella     psicoterapia della famiglia: giorni pari e giorni dispari”, Arch. Psicol. Neurol. Psich., n. 38, 1977.
  • Selvini Palazzoli M., Boscolo L., Cecchin G., Prata G., “Ipotizzazione Circolarità Neutralità”,             Terapia Familiare, n. 7, 1980.
  • Cecchin G., “Revisione dei concetti di ipotizzazione, circolarità e neutralità: un invito alla curiosità”, Ecologia della mente, n. 5, 1988.
  • Barbetta, P. Gaspari, G. La consulenza in contesti interculturali, in Connession, 3, 1993.
  • Barbetta, P., Pakman, M. “Anorexia Hysterica”, in Locus Solus. L’immaginario dell’isteria, Milano, Bruno Mondadori.
  • Bertrando P., “Testo e contesto. Narrativa, postmoderno e cibernetica”, Connessioni, n. 3, 1998.
  • Bianciardi M., “Complessità del concetto di contesto”, Connessioni, n. 3, 1998.
  • Boscolo L., Bertrando P., “Terapia sistemica e linguaggio”, Connessioni, n. 1, 1997.
  • Cecchin G., “Linguaggio, azione, pregiudizio”, Connessioni, n. 1, 1997.
  • Dell P.F., “Bateson e Maturana: verso una fondazione biologica delle scienze sociali”, Terapia   Familiare, n. 21, 1986.
  • Fruggeri L., “Dal contesto come oggetto alla contestualizzazione come principio di metodo”,    Connessioni, n. 3, 1998.
  • Goolishian H., Anderson H., “Strategia ed intervento o non-intervento. Un problema teorico ?”,  Terapia Familiare, n. 39, 1992.
  • Mosconi A., Gonzo M., Sorgato R., Tirelli M., Tomas M., “Ipotesi diagnostiche e relazione     terapeutica: ricorsività e coerenza del ‘Milano model’ ”, Connessioni, n. 5, 1999
  • Sluzki C., “La trasformazione terapeutica delle trame narrative”, Terapia Familiare, n. 36, 1991.

Altri testi clinici consigliati

  • Ferenczi, S. Diario clinico, Cortina, Milano, 2004.
  • Winnicott, D. Gioco e realtà, Armando, Roma, 1975.
  • Balint, M. L’amore primario, Cortina, 1996.
  • Bollas, C. Il mondo dell’oggetto evocativo, Astrolabio, Roma, 2003
  • Arieti, S. Interpretazione della schizofrenia, L’asino d’oro, Roma, 2014.
  • Sass, L. Follia e modernità, Cortina, Milano, 2013.
  • Fachinelli, E. La mente estatica, Adelphi, Milano, 2003.
  • Stierlin H., Dalla psicoanalisi alla terapia della famiglia, Boringhieri, Torino 1979.
  • Boszormenyi-Nagy I., Lealtà invisibili, Astrolabio, Roma 1988.
  • Bowen M., Dalla famiglia all’individuo, Astrolabio, Roma 1979.
  • De Shazer S., Chiavi per la soluzione in terapia breve, Astrolabio, Roma 1986.
  • Andolfi M., Angelo C., Tempo e mito nella psicoterapia familiare, Boringhieri, Torino 1987.
  • Haley J., Le strategie della psicoterapia, Sansoni, Firenze 1974.
  • Minuchin S., Famiglie e terapia della famiglia, Astrolabio, Roma 1981.
  • Whitaker, C., Bumberry, W. Danzando con la famiglia, Roma, Astrolabio, 1989.
  • Selvini Palazzoli M., Cirillo S., Selvini M., Sorrentino A.M., I giochi psicotici nella famiglia, Cortina, Milano 1988.

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