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Corso Salute mentale globale e migrazioni ai confini di Gaia

Salute mentale globale e migrazioni ai confini di Gaia

Geopolitiche, geocliniche, patologie individuali e collettive, differenze e identità, confini e borderscapes.
Strumenti per un’indagine sulla mente estesa.

Scarica qui la locandina del corso

 

Il Centro Milanese di Terapia della Famiglia propone un corso sulla Salute Globale, le Geopolitiche e le Geocliniche che si basa sull’adozione dell’approccio sistemico per intervenire nel campo sempre più intricato delle patologie individuali e sociali. La comprensione dei vincoli di ordine sociale, politico e culturale che sovradeterminano comportamenti e azioni in questa era globale è diventata fondamentale per la formazione di tutti gli operatori nei diversi ambiti socio-culturali. I confini personali, sociali, politici e culturali sono attraversati da sfide nuove, diverse e molteplici. La stessa nozione di “patologia” come categoria diagnostica viene messa in discussione dall’eterogeneità estrema dei percorsi individuali. Comportamenti genericamente patologici possiedono eziologie quanto mai diversificate e intricate. In questo percorso, la problematica interdisciplinare dei confini è di estrema attualità. In particolare, ci riferiremo all’idea di borderscape, che considera i confini non già come linee di separazione ma come sistemi di sistemi che incarnano complessità spaziali, temporali e narrative: confini che sono attraversati e nello stesso tempo riformulati da individui, gruppi, lingue, linguaggi, pratiche, narrazioni, discorsi, immaginari. Le tradizionali opposizioni polari dentro/fuori, cittadino/straniero, lingue madri/lingue matrigne, operatore/migrante, ospitante/ospite hanno bisogno di essere ripensate criticamente per comprendere le più generali ecologie delle idee che le alimentano e per comprendere come dietro a ogni polarità vi siano anche rapporti di co-produzione e di co-evoluzione. Il percorso formativo mira così a fornire strumenti innovativi per analizzare le relazioni tra le diverse forme di potere, sistemi politici, identità, alterità nel campo della salute globale, dell’accoglienza e dell’integrazione, decostruendo e ricostruendo i concetti stessi di confine, identità, salute, patologia.

OBIETTIVI

Il corso si presenta come un’occasione per mettere a disposizione una serie di strumenti concettuali attraverso i quali integrare le esperienze di chi ha a che fare, a vario titolo, con il problema della Salute di coloro che sono oggi coinvolti in migrazioni, dislocazioni, disagi identitari, e così via. L’approccio adottato mirerà a valorizzare le competenze acquisite “sul campo” e al tempo stesso a fornire strumenti teorici per analizzare in modo più consapevole e articolato il proprio agire e progettare quotidiano. Nel primo weekend di formazione si intenderà promuovere una visione delle migrazioni contemporanee nelle loro molteplici componenti storiche, sociali, culturali, economiche, politiche. Dinamiche locali e globali, immaginari, fughe e ricerche di nuove opportunità di vita, progetti familiari, reti sociali, vincoli e innovazioni culturali sono alcuni dei temi oggetto di analisi e dibattito. Il percorso didattico si concentrerà inoltre sulle dinamiche di inclusione (intese come percorsi di integrazione promossi dalle politiche e come pratiche agite dai migranti stessi, siano esse in parallelo o in contrasto con i percorsi istituzionali) e sulle molteplici forze sociali (razzismo, sfruttamento economico e lavorativo, regimi di assistenza, forme di controllo e selezione) che causano esclusione e marginalità. Questi aspetti verranno integrati con studi e riflessioni riguardanti:

  • lo sviluppo dei sistemi migratori nei paesi di partenza e di transito
  • le politiche delle migrazioni generate dai contesti di arrivo e di transito a livello nazionale, europeo e internazionale, insieme ai saperi che questi contesti hanno costruito sulle migrazioni (per esempio, la sedimentazione di pratiche d’accoglienza o di assistenza, il discorso mediatico, gli immaginari concernenti lo straniero e la clandestinità, le differenze tra migranti, richiedenti asilo e rifugiati politici)
  • l’identità del soggetto e le pratiche dei migranti
  • lingue materne, lingua matrici, lingua vernacolari, lingue matrigne
  • forme del plurilinguismo, glossolalie, polifonie
  • considerazioni critiche sulla validità della categoria clinica di PTSD
  • totalitarismi. fondamentalismi, guerre, carceri e torture: effetti psicogeni.

Su queste basi, si intende lavorare sulle relazioni fra politiche e soggetti, passando dall’analisi strutturale alla microanalisi, mostrando la diversificazione interna delle vicende migratorie a seconda delle provenienze, del genere, dell’età, dei ruoli sociali che le persone occupano nei diversi contesti di origine, di transito e di insediamento nell’ambito dei loro rispettivi percorsi di mobilità. Nel secondo weekend verranno integrati il linguaggio e le competenze specifiche dell’antropologia e dell’etnopischiatria con linguaggi disciplinari e sociali di altri campi del sapere, comprese le forme artistiche stimolate dalle migrazioni e le loro forme di autorappresentazione, nonché i linguaggi propri della geopolitica e geoclinica.. Viene così consolidato un percorso didattico in grado di offrire solide competenze sulle migrazioni contemporanee, usando al contempo linguaggi tangibili e concreti che danno spazio al racconto, e all’interazione, di esperienze, narrazione, prospettive ed analisi sulla mobilità volontaria e forzata. Si tratta di affrontare il dibattito su macrocategorie proprie dell’antropologia e della storia globale: cultura, civiltà, etnicità, appartenenza, identità. Uscite dal linguaggio strettamente scientifico, queste macrocategorie sono entrate a far parte del discorso pubblico e del linguaggio di senso comune che riguardano le migrazioni e la globalizzazione. Analizzare la varietà delle prospettive, scientifiche e narrative, che convergono su queste macrocategorie consente evidentemente di costruire uno sguardo critico sugli stereotipi che attraversano, a diversi livelli, le politiche di accoglienza.  Il terzo e ultimo weekend sarà dedicato ad elaborare un’analisi dei contesti di approdo e dei possibili “processi di integrazione”. Il fine è comprendere i modi con cui i paesi di accoglienza si rapportano alle migrazioni e individuare le risorse che immigrati e immigrate hanno a disposizione (o che devono inventare) per inserirsi nelle società di arrivo. Ciò prevede l’analisi di alcuni contesti di intervento e di mediazione specifici per mettere in luce le interazioni tra migranti e i diversi soggetti (e le culture operative) che definiscono l’accoglienza (istituzioni, ONG, associazioni locali, associazioni di immigrati, sindacati, volontariato laico e religioso, enti di formazione, operatori sociali) negli attuali contesti politici, sociali, culturali. .

DESTINATARI

Il Corso è aperto a Psicologi, Psicoterapeuti, Educatori, Pedagogisti, Operatori nel campo dell’accoglienza, Filosofi, Gestori di sistemi umani complessi (Urbanisti, Manager, Sociologi), studenti di lauree specialistiche negli ambiti psicologici ed educativi, nonché studenti specializzandi in questi stessi ambiti.


COSTI

Quota di partecipazione: 800 euro + IVA per l’intero percorso.
Riduzione della quota di partecipazione del 15% per allievi ed ex allievi CMTF, iscritti GPL (Giovani Psicologi Lombardia).

 

CALENDARIO

N. 6 incontri suddivisi in sabato e domenica, per un totale di 42 ore.

  • Primo weekend – ETNOCLINICA E RICHIEDENTI ASILO Sabato 3 marzo (Pietro Barbetta – Rita Finco – Arianna Barazzetti) Domenica 4 marzo (Pietro Barbetta – Rita Finco – Arianna Barazzetti)
  • Secondo weekend – STRUMENTI E FORME DELL’INTEGRAZIONE: RISPOSTE A NUOVE SFIDE Sabato 9 giugno (Gianluca Bocchi – Giuseppe Cardamone) Domenica 10 giugno (Chiara Brambilla)
  • Terzo weekend – GEOPOLITICA E GEOCLINICA DELLE MIGRAZIONI Sabato 6 ottobre (Pietro Barbetta – Gianluca Bocchi) Domenica 7 ottobre (Pietro Barbetta – Gianluca Bocchi)

DIDATTI

  • Gianluca Bocchi: Professore di Filosofia della Scienza e Scienze della Globalizzazione all’Università degli Studi di Bergamo.
  • Pietro Barbetta: Professore di Psicologia Dinamica all’Università degli Studi di Bergamo, Direttore del Centro Milanese di Terapia della Famiglia, Centro Etnoclinico Forme.
  • Giuseppe Cardamone: Psicoterapeuta, Etnopsichiatra, Direttore del dipartimento di Salute Mentale USL 9 di Grosseto.
  • Chiara Brambilla: PhD in Antropologia ed Epistemologia della Complessità e Ricercatrice in Antropologia e Geografia.
  • Arianna Barazzetti: Psicologa, PhD Student in Formazione della Persona e Mercato del Lavoro presso l’Università degli Studi di Bergamo e in Medicina Sociale presso l’Università di Stato di Rio de Janeiro.
  • Rita Finco: PhD in Psychologie Clinique presso l’Università di Parigi XIII e in Antropologia presso l’Università di Milano Bicocca, Centro Etnoclinico Forme.

COMITATO SCIENTIFICO

  • Gianluca Bocchi
  • Pietro Barbetta
  • Mauro Ceruti
  • Giuseppe Cardamone
  • Chiara Brambilla
  • Arianna Barazzetti
  • Rita Finco
  • Marcelo Pakman
  • Francisco Ortega
  • Jurandir Freire Costa
  • Felipe Gálvez
  • Micol Ascoli

COMITATO ORGANIZZATIVO

  • Elena Tazzioli
  • Veronica Polino
  • Giacomina Morante
  • Arianna Barazzetti

Per informazioni e modalità di iscrizione contattare la segreteria del Centro Milanese di Terapia della Famiglia chiamando il numero 02 48 15 350 o inviando una email a: segreteria@cmtf.it